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martedì 4 ottobre 2016

LA GIARDIA

Fin da piccola ho sempre condiviso la mia vita con un amico a quattro zampe. Anche adesso che sto scrivendo questo post, qua di fianco a me, è sdraiata la mia amatissima Margot una segugina, adottata al canile dove faccio volontariato. Quando decidi di fare la volontaria in un canile  ti assumi la responsabilità del benessere fisico e psicologico degli animali che accudisci fino al felicissimo momento in cui una famiglia decide di adottarli. Talvolta, durante la loro permanenza al canile, ti ritrovi a dover affrontare patologie improvvise che vanno riconosciute e curate, così come è successo pochi mesi fa con la Giardia. Blacky un cagnolino di piccola taglia ha iniziato ad avere diversi problemi gastrointestinali, quali diarrea, letargia, dolore addominale, inappetenza e perdita di peso. Con un esame delle feci fatto dal veterinario abbiamo scoperto  che la causa era un parassita dell’intestino non visibile ad occhio nudo, la Giardia, che può infestare sia gli animali che l’uomo, ma che fortunatamente  è curabile grazie ad una terapia orale, indolore che dura pochi giorni.




La patologia che ne deriva si chiama Giardiasi.  Zone come canili, aree cani cittadine, boschi, parchi, prati sono luoghi dove il cane ma anche il gatto può entrare in contatto con la Giardia. Dopo aver curato Blacky speravamo non si presentasse nessun altro caso, ma purtroppo questo  parassita si trasmette da un ospite  all’altro tramite le feci che possono contaminare cibi e acqua presenti nell’ ambiente e quindi infestare nuovi soggetti.  Ci siamo accorti che anche Leone, il gigante buono, presentava gli stessi sintomi.
L’abbiamo curato, grazie alla terapia e al dosaggio del farmaco che ci ha prescritto il veterinario e in pochi giorni anche il nostro Leone è tornato in forma smagliante. 


E’ importante in questi casi consultare sempre il veterinario ed evitare terapie fai da te. Essendo una patologia che si sta diffondendo anche nel nostro Paese è opportuno consultare il proprio veterinario di fiducia per prevenire e mettere al riparo da questo subdolo parassita i nostri animali e noi stessi.
Ricordiamoci quindi che se il nostro amico a quattro zampe viene colpito da questo parassita non ci dobbiamo allarmare ma consultare il nostro veterinario che ci prescriverà la cura giusta da fare.

Giano al canile in attesa di adozione



LA GIARDIA

2 commenti:

  1. Che brava Rossella!! Complimenti per quello che fai, non deve essere facile fare il volontario in un canile! Noi abbiamo adottato il nostro gatto (Paco) in un canile e io non vedevo l'ora di andarmene, vedere tutti quei poveri cagnolini e gattini abbandonati mi ha lasciato addosso una grande angoscia! Io non potrei mai farlo...per fortuna ci sono persone come te! Un bacio

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    Risposte
    1. Ciao Cinzia, sono tanti anni che faccio volontariato al canile della mia città e non ti dico le lacrime che ho versato e la rabbia che ho provato di fronte a tanta cattiveria umana. Ogni volta che mi trovo davanti due occhi spaventati e la coda in mezzo alle gambe allora è li che mi faccio forza e mi dico che anche questa volta quegli occhi torneranno a brillare e la coda a scodinzolare. Non è facile, hai ragione, però noi volontari siamo l'unica speranza che hanno ,queste povere anime per ricominciare a vivere e per trovare una famiglia che li adotti.
      Grazie per le belle parole.
      Ti abbraccio.

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